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foto Antenore

Apprendisti ciceroni: un’esperienza davvero unica!

Tutto è iniziato qualche mese fa con una semplice proposta della prof. Organte, la nostra insegnante di lettere. In poco tempo questa proposta è diventata una grande opportunità per noi ragazzi di 2A: diventare “apprendisti ciceroni” collaborando con il FAI (il Fondo Italiano per l’Ambiente).

 All’inizio del percorso, a novembre, è venuta nella nostra classe Lucia Tussardi, collaboratrice del FAI, che ci ha presentato le importanti finalità di questa associazione, tutte orientate alla salvaguardia del patrimonio artistico e ambientale della nostra nazione. Qualche settimana dopo è stata la volta di Sabina Magro, archeologa, che ci ha tenuto una bellissima lezione sulla Padova romana e, tra l’altro, sul monumento che noi avremmo dovuto illustrare al pubblico: la cosiddetta Tomba di Antenore. In febbraio la dottoressa Magro ci ha anche accompagnato in un interessante percorso all’interno del Museo civico agli Eremitani, per approfondire la conoscenza dell’antica via Annia e del Ponte di San Lorenzo; in quell’occasione ci siamo recati anche presso la Tomba di Antenore, per osservarla in tutti i suoi aspetti.

Ora toccava a noi studiare e preparare un’esposizione per il grande evento che ci avrebbe visto protagonisti: la giornata di primavera del FAI.

Dopo una prova generale alla presenza delle guide FAI, tutto era pronto: la mattina di domenica 25 marzo, i primi cinque ciceroni della Petrarca erano al loro posto, davanti alla Tomba del mitico fondatore della città. Ogni venti minuti un gruppo di turisti interessati ed attenti ascoltava l’esposizione delle affascinanti leggende e delle curiose vicende storiche ad esse correlate.

E nel corso della giornata tutti noi ciceroni ci siamo turnati per soddisfare il maggior numero di visitatori possibile. Abbiamo avuto l’onore di essere ascoltati anche dalla nostra Preside, che era emozionata e ci ha fatto i complimenti; abbiamo ricevuto moltissimi complimenti anche dai turisti e dai collaboratori del FAI!

Nonostante l’ansia, l’emozione e l’imbarazzo di parlare davanti al pubblico, alla fine ce l’abbiamo fatta: è stato come raggiungere il traguardo in una gara. Una volta che abbiamo iniziato a parlare tutte le ansie e le paure sono sparite e ci sembrava naturale parlare di fronte a tante persone di un argomento che avevamo studiato, ripetuto ed apprezzato. Ora, ogni volta che passiamo di fronte alla Tomba di Antenore, ripensiamo a quel giorno stupendo e per istinto ci mettiamo quasi ad esporre ad alta voce la sua magnifica storia.

Angelica Vuocolo, 2A (Scuola Media Petrarca)foto Antenore 1