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 IL CORPO
MOSTRA AL MUSEO DIOCESANO DI PADOVA
 
GLI INFINITI LINGUAGGI DEL CORPO
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CORPO. COR-PO: una parola semplice per indicare svariate cose.
Ed è proprio sul “corpo” che ruota l’interessante mostra da noi (alunni della VB delle Carraresi)
visitata il 6 febbraio scorso al Museo Diocesano di piazza Duomo, accompagnati dalle maestre Paola, Lara e Patrizia.
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A farci da guida, Grazia, una simpatica signora che ci conduce davanti a tre quadri di uguale grandezza ma di colori diversi. Ammiriamo queste ed altre illustrazioni eccitati e felici come dei bambini, perché infatti noi SIAMO bambini.
 
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Sul piano delle emozioni l’opera “Rose rosse per te” di Francesca Dafne Vignaga è quella che colpisce maggiormente, in quanto parla di un signore innamorato che dona una rosa rossa ad una signora anch’essa innamorata di lui. Ma a rendere ancora più affascinante il quadro è che sullo sfondo di queste due figure, appaiono le loro ombre di quando erano giovani. Vale a dire che l’anima non invecchia mai, l’ombra della rosa è sempre quella perché l’amore vero non svanisce come le fiamme delle candele.
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 Il corpo viene rappresentato in tutte le sue molteplici forme: polmoni, cuore, cervello visti non solo sotto l’aspetto fisico ma anche come modi di dire (avere “il cervello tra le nuvole “).
La mostra gioca molto anche sulle emozioni, mettendo il corpo al centro della vita rappresentata con pallini colorati.
Un’altra illustrazione che noi abbiamo apprezzato è quella del bambino nato metà in acqua e metà in terraferma. La sua famiglia è in barca e sta per arrivare in Italia quando, ad un tratto, la madre lo partorisce. Ecco perché questo è figlio del mare e della terra che comunicano tra loro.
Le emozioni più vive e profonde sono tutte per il quadro della bambina che soffre di tumore. Eppure dal suo sguardo si coglie la voglia di lottare, di svegliarsi ogni giorno e di andare avanti. Per noi è stato bellissimo ammirare la sua determinazione, questo suo aggrapparsi alla vita. Un esempio da seguire.
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E’ ora il turno del laboratorio dove ci insegnano a fare un libriccino. Il lavoro consiste in questo: prendere un foglio da lucido, appoggiarlo sul disegno di uno scheletro, poi fare la pelle e infine disegnare su un  altro foglio le vene blu e le arterie rosse.
Usando le cere bisogna poi imprimere le nostre impronte digitali.
Infine si devono ritrarre su cartoncino quattro parti del corpo: naso, occhi, orecchi e bocca.
Ci viene chiesto anche di comporre uno o due versetti su quelle parti del corpo.
Poi si rilega tutto usando uno spago.
“Tanta roba” in questa mostra.
Ci ha fatto crescere dentro e capire che siamo tutti uguali quanto diversi.
 
 
Scritto da alunni VB e coordinato dall’ins. Paola Corradin