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CLASSE VB SC. REGGIA DEI CARRARESI
 
SOTTO I CIELI DI GIOTTO
 Giotto1
 
Nessuno di noi poteva immaginare a cosa sarebbero servite le scatole da pizza che la maestra Paola ci disse di portare a scuola la mattina del 31 ottobre 2017, giorno fissato per la visita alla Cappella degli Scrovegni e per un laboratorio sull’affresco trecentesco.
Accompagnati dall’esperta museale Elisabetta, siamo entrati in una stanza di vetro attaccata alla Cappella. E mentre veniva proiettato un video su Giotto, ci depuravano dall’aria inquinata per evitare che si potessero contaminare i preziosi affreschi.
Finito il “bagno ecologico”, la nostra guida ci fece entrare nella famosa Cappella ricca di capolavori dal valore inestimabile.
Ma a sollecitare maggiormente la nostra fantasia è stata la splendida volta dipinta di blu ottenuto da polvere di lapislazzuli e dalla meno costosa azzurrite.
E’ seguita la visita alla sala multimediale per vedere alcune ricostruzioni: ne valeva la pena anche se questa deviazione ci ha fatto saltare la merenda!
Ci siamo infine recati in sala didattica per fare il laboratorio dell’affresco con la signora Martina.
Queste le fasi principali del nostro lavoro: inumidire una piastrella, spalmarvi sopra della malta usando la cazzuola, prendere la foto di un affresco e ricalcarlo sulla carta velina, metterlo sopra la mattonella e ricalcarlo di nuovo.
Solo  a quel punto abbiamo colorato l’affresco con pigmenti naturali … ed il gioco è fatto!
Giotto2
Le scatole da pizza? Sono servite da contenitore per portare a scuola i nostri “capolavori” senza rovinarli.
Siamo tornati a scuola sentendoci tanti piccoli Giotto!
Ma la nostra sete di sapere era soltanto all’inizio. La sua storia padovana è stata approfondita in classe dalla maestra Paola e con l’apporto specialistico prezioso della bravissima esperta museale Elisabetta che ha lavorato con noi per ben tre pomeriggi.
Abbiamo anche letto in classe il libro “Un bambino di nome Giotto” e lavorato con la maestra Patrizia per approfondire gli aspetti religiosi delle immagini.
Giotto3
Eravamo all’inizio del 1303 quando Giotto arrivò a Padova. Dopo essersi fatto indicare il luogo dove sorgeva la Cappella degli Scrovegni, gironzolò per le piazze assaporando odori e profumi.
Di lì a poco Enrico gli diede le indicazioni definitive sugli spazi da affrescare: - Sono felice di accogliere cotanto incarico – rispose Giotto.
Ne è uscito un capolavoro  che richiama ancora decine di migliaia di turisti da ogni parte del mondo.
Giotto affrescò pure il Palazzo della Ragione prima di tornare ad Assisi.
Morì l’8 gennaio 1337.
Però, con le sue opere così belle, è come se non fosse mai morto.
Giotto4
 
 
Scritto dai bambini della VB coordinati dalla maestra Paola.